Conti della serva

Una delle locuzioni che mi ha sempre affascinato, per la sua praticità e al contempo per un che di imperscrutabilità è: fare i conti della serva.

  • Pratico perché si ipotizza che una serva, figura professionale ormai desueta, non possa avere una cultura universitaria e dunque con semplicità ed efficacia, individui le entrate e le uscite di casa, senza tanti fronzoli.
  • Imperscrutabile perché nella mia testa mi sono sempre chiesto perché demandare questa operazione alla povera serva, donna che già probabilmente aveva il suo bel da fare, senza doversi perdere in analisi di bilancio familiare, compilate sulla carta del pane, altra locuzione piena di significati.

“I conti della serva” di Evoluzione Investimenti, rigorosamente stilati sulla “carta del pane”, dicono che ad un mese esatto dalla chiusura del 2015, parlando di Europa, l’Eurostoxx 50 è passato da poco più di 3.100 punti a quasi 3.500 (11,50% 1y), Cac40 da 4.200 a quasi 5.000 (16% 1y), Dax da 9.700 a 11.300 (13% 1y), FTSE100 invariato a circa 6.350 punti, FTSE MIB da 19.300 a 22.500 (15,50% 1y), Dow Jones invariato (2,15% 1y), così come lo S&P500 mentre il Nasdaq passa da 4.700 punti circa a 5.100 (8,20% 1y).

Diverso il discorso cinese che è ancora talmente ballerino, da non darci ancora indicazioni precise con la serva dagli occhi a mandorla che sta impazzendo, stracciando sacchetti del pane uno dietro l’altro. La cugina giapponese invece è passata da 17.500 punti scarsi a 20.000 tondi (17% 1y). Per chiudere i conti della serva, un veloce sguardo ai p/e:

  • Nasdaq: 31
  • FTSE100: 29
  • Eurostoxx 50: 23
  • Nikkei: 20
  • Shanghai: 18
  • S&P500: 18
  • DJ: 16
  • Russian Cash: 9,50

Direte: “ma perché hai inserito anche il multiplo della serva russa?” Così, avevo voglia.

Ognuno faccia le sue valutazioni riferite a variazioni in percentuale su anno o alle valutazioni dei multipli, come meglio crede. Ci sarà chi crede che qualche serva abbia esagerato, chi non si tratti di esagerazione, ma di semplice potenziale ancora da esprimere e già appuntato sulla carta del pane. Ci sarà certamente la serva che non si spiega perché il proprio cespo di lattuga, debba valere così poco in confronto a quello della vicina di casa.

Non ci interessa questo tipo di valutazione, lasciando alle serve le loro elucubrazioni. Chissà perché sono sempre più convinto che questi maledetti multipli e questi numerini col + davanti, siano solo lì per motivare i sani storni a cui periodicamente assistiamo. Mah.

Mi interessa invece notare che negli anni, le serve “yankee” hanno saputo trasformare i loro conti deficitari in un qualcosa che seriamente assomiglia ad una solida e costante ripresa dei consumi, della produzione, dell’inflazione.

Mi interessa notare che la serva “geisha” si batte per raggiungere gli stessi risultati della “yankee”, ma l’evidente sua superiorità in alcuni settori tecnologici (la serva “geisha” fa i conti con la calcolatrice, non sulla carta del pane) che in futuro saranno determinanti, fatica ad emergere a causa degli evidenti limiti di una popolazione sempre più simile ad un reparto di geriatria.

Nel contempo la “euroserva”, è impegnata anch’essa nella emulazione della “yankee”, imitandola al meglio e anzi superandola con particolari evoluzioni sulla carta del pane, che le permettono di trasformare tre pani chiusi nell’armadietto in soli due pani, nel giro di poco tempo, invitando quindi i commensali a mangiarne tre piuttosto che vederne sparire uno senza motivo. Racchiude però in sé alcuni problemi simili a quelli del Giappone (geriatria) e dunque non sempre i commensali hanno denti per mangiare tutti quei pani, ma soprattutto una sempre più evidente sensazione che sì, ci sia la serva, ma caspita, manca il padrone di casa!

C’è infine la serva dagli occhi a mandorla. Scrive una cifra sulla carta del pane, poi la cancella, dentro a un nove ci fa un otto, dentro a un tre un nove… e i negozianti non si fidano più.
Bene. Adesso che la situazione dopo tutti questi conti della serva, è assolutamente molto più confusa, che facciamo dei nostri soldi?
Che farà l’America?
L’Europa?
Il Giappone?
La Cina?
La Russia?
E tutte le altre serve di tutti gli altri mercatini emergenti?

Uscendo da questo teatrino goldoniano, si profila un’America capace di gestire il difficile percorso che la porterà ad una normalizzazione dei tassi, non senza che ciò porti qualche giusto scossone al mercato azionario… ma questa è un’altra storia.

 

Evoluzione Investimenti