Disruption: la discontinuità e il mondo degli investimenti

Disruption e mondo degli investimenti

È un momento di forti cambiamenti e decisioni non facili da prendere, per coloro che si occupano di gestione dei patrimoni finanziari.

Abbiamo trascorso gli ultimi anni vivendo nel paradosso continuo per cui ad ogni cattiva notizia, ad ogni spallata alla crescita economica, ad ogni traballare dei conti degli stati, corrispondeva una innaturale impennata dei mercati finanziari.

I mercati nel tempo si sono piacevolmente adagiati su di un’isola di Circe, abbindolati da ribassi dei tassi e da stimoli quantitativi che venivano generosamente elargiti dalle banche centrali, ogni qualvolta le cose sembravano sul punto di esplodere.
Le banche centrali si illudono ancora di guidare l’enorme circo della finanza e alle sedicenti banche di investimento, in fondo, conviene così. Credono ancora al governatore di turno che indice la riunione mensile per erogare nuovi stimoli, nuova morfina e riaddormentare la finanza, sull’isola di Circe.
Quando si sveglierà non è dato sapere, ma pare che le dosi ormai la tengano a dormire per tempi sempre più brevi.
Un giorno dovremo duramente scontrarci con un ritorno ad una normalità? Un giorno ci sveglieremo e ci accorgeremo di essere tutti assurdamente indebitati e di avere quotazioni azionarie con multipli da suicidio?
Sì forse.O forse la Disruption ci salverà. O quanto meno salverà coloro che l’hanno compresa.

Cosa viene indicato con la Disruption, la Discontinuità?

Questa Era, gli anni che sono appena iniziati e gli anni a venire, io credo, saranno davvero ricordati come gli anni della discontinuità: quella situazione per cui si creano elementi di rottura e di innovazione, che sovvertono gli andamenti precedentemente normali e creano nuove normalità, ribaltando il tavolo con tutti i suoi giochi, per presentare nuovi tavoli e nuovi giochi.

Siamo in un momento della storia per cui, un qualsiasi ragazzo, una qualsiasi persona può alzarsi un mattino con un’idea ed abbiamo la tecnologia per metterla in pratica. Ciò è affascinante ed innovativo, ma allo stesso tempo distruttivo.

Ford primi 900

Il Sig. Ford più di 100 anni fa fu un classico esempio di discontinuità; portò un prodotto assolutamente elitario ed irraggiungibile, alla gente: si inventò le concessionarie, come modernamente ancora le intendiamo, decentrando i punti di vendita ed integrò alcuni processi nella produzione dell’auto, abbattendo i costi. Ad esempio acquisì piantagioni per la produzione della gomma, al fine di prodursi in casa gli pneumatici. Ford fu un esempio di discontinuità.

In tempi recenti il signor Zuckerberg è stato un esempio di discontinuità; un ragazzetto liceale che capì che l’interesse della gente era di condividere le proprie foto e i propri ricordi e permise a tutti di condividere le proprie foto e i propri momenti, con il mondo intero. Un esempio di discontinuità veramente eclatante, che ha creato Facebook… e che ha affossato Kodak: nessuno ha più bisogno di stampare foto!

Di esempi come questo ce ne sono molti. Potremmo parlare di Nintendo che anno dopo anno cade sempre più in basso perché un maledetto giorno rifiutò di capire che proporre i propri giochi su app, era un business in cui credere.
Potremmo parlare di quale sarà la fine che faranno gli enti che forniscono energia. Che fine farà Enel se non saprà capire il momento di discontinuità legato alla produzione di energia. Presto produrremo da soli l’energia necessaria a sostentare le nostre abitazioni e dunque cosa ci venderà Enel?

E quando Google produrrà la Googlecar, in grado di girare ed evitare incidenti senza conducente, che fine faranno i carrozzieri? Che fine faranno le assicurazioni auto? Che fine faranno i trasporti su terra?

Che fine faranno i distributori di benzina quando ci accorgeremo che la Tesla produce auto belle a prezzi sempre più accessibili, ricaricabili elettricamente in tempi brevi e con autonomie di 600-700 km?

Tesla

Che fine faranno i paesi produttori di petrolio? Come si rivolterà il mondo quando gli attuali equilibri economici saranno sovvertiti e liberati dalla schiavitù nella produzione energetica del petrolio e del carbone, a favore di una produzione di energia accessibile a tutti?

Certamente parliamo in alcuni casi di processi che dureranno decine di anni. In altri casi dobbiamo invece considerare che le cose succederanno molto più velocemente di ciò che pensiamo: di certo ci siamo già dimenticati di Kodak, anche se solo 10 anni fa non era così.
La Disruption, la discontinuità, sarà un tema e una sfida per tutti nel futuro finanziario che ci aspetta. Porterà grandi innovazioni e cambiamenti. Nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Porterà grandi guadagni alle aziende e alle persone che sapranno investire sulla discontinuità ed inevitabili fallimenti a coloro che chiuderanno gli occhi, davanti all’innovazione.

 

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