il-gatto-e-la-volpe-pinocchio
Immaginate un venditore.
Ma non un venditore normale, quale possa essere un venditore di auto, un venditore di case, un venditore di scarpe, un venditore di qualsiasi tipo di servizio, come ad esempio posso essere anche io.
Immaginate un venditore di fumo!
Sì avete capito bene. Immaginate una persona che voglia vendere ad ogni costo, una cosa che effettivamente non c’è, non esiste.
Immaginate poi, seduto di fronte al venditore, un compratore.
Un compratore qualsiasi.
Un compratore seduto di fronte al venditore di fumo che lo incalza e, domanda dopo domanda, smaschera il suo intento: vendergli fumo, facendolo sembrare l’affare del secolo.

Stop.

Secondo film.

Aprite un qualsiasi quotidiano specializzato  in finanza ed economia, del nostro paese, di colore rosa scarico. Vi assicuro. Leggerete di quel venditore fumo e di quel compratore che piano piano, sta smascherandolo.

Stop.

Terzo film.

Dopo lunghi mesi di agonia pare che finalmente il nodo BAD BANK sia arrivato ad una soluzione. Piccolo riavvolgimento del nastro per coloro che non sanno di cosa si parli, quando si parla di BAD BANK. In due parole due. Le banche italiane si portano da tempo addosso, il fardello dei CREDITI DETERIORATI. Cosa sono i CREDITI DETERIORATI? Soldi prestati male, punto.
Questo enorme fardello, passato da un centinaio di miliardi di euro, agli….. X attuali, agli X + ? futuri (sì avete capito bene, io credo che non si sappia ancora con precisione quanto è largo e profondo il buco nero…), è un enorme freno a mano tirato, allo svolgimento della normale attività di concessione del credito, degli stessi istituti bancari e, come tali, vanno in fretta quantificati, impacchettati ed eliminati dai bilanci una volta per tutte.
Ecco mi soffermo su questi tre ultimi participi: quantificati, impacchettati, eliminati.
Già perché dopo decine di incontri, aggiustamenti, dichiarazioni di intenti, intenzioni vere e proprie, azioni, ripensamenti, mugugni ecc.ecc., tutto è stato deciso!
O meglio… niente è stato deciso!
Davvero cari lettori di questo blog, non trovo le parole per spiegarvi quanto in questo caso, le parti in questione si siano accordate, senza di fatto trovare ancora un accordo.
Sostanzialmente sarebbe come se voi andaste a comprare un auto e prima di uscire dal negozio diceste, “ok allora la compro”! E l’altro “ok allora la vendo”!
Ciao arrivederci.

Sì ok… ma quando? A che prezzo? Quale modello?

Ecco è così. Le banche devono CARTOLARIZZARE (ossia trasformare in qualcosa di vendibile sul mercato) le proprie schifezze, i propri crediti che in tutte le maniere hanno provato a riscuotere, senza riuscirci. Lo stato dovrebbe fornire garanzia che questo qualcosa di (in)vendibile verrà pagato. Il problema è che nessuno sa quanto verranno prezzate queste schifezze. In soldoni (mai modo di dire fu più adeguato): le banche hanno…. diciamo 300 miliardi di euro di BUCO alias CREDITI DETERIORATI alias SOLDI PRESTATI CHE NON RIENTRANO. Vogliono convogliare in una banca cattiva questi 300 miliardi, liberando così i bilanci. Questo bel bucone schifoso e puzzolente (immagine realistica credetemi)sarà trasformato in obbligazioni con una garanzia statale o pseudo statale, al fine di garantire i sottoscrittori. Chiaro che i 300 miliardi suddetti, non possono essere valorizzati a 300 miliardi, perché non è possibile pensare che siano recuperati tutti (se sono finiti nei bilanci delle banche come crediti inesigibili, state tranquilli che le hanno provate veramente tutte per riscuoterli). Il nodo è proprio qui: quanto valgono effettivamente quei 300 miliardi?
E’ qui che si gioca l’eliminazione di questi buchi, dai bilanci bancari.

Il prezzo del buco.

Il valore reale del fumo.

E la sopravvivenza di molti istituti bancari.

Le banche sono pronte a spergiurare che il loro fumo nasconda un arrosto prelibato.
I compratori sostengono che una volta svanito il fumo, ci sarà solo robaccia bruciacchiata.
Sbaglierò ma, su questo prezzo si basa molto del futuro del nostro sistema bancario.
E sbaglierò ancora ma, mi pare che lentamente ma inesorabilmente, il futuro del mondo che ci aspetta, molto meno bancarizzato, stia già facendo capolino.
Sbaglierò un’ultima volta, ma nel negozio del venditore di fumo c’è una terza persona, lo stato/garante, pronto a firmare qualsiasi carta, perché tanto chi pagherà l’escussione di quella garanzia, saranno ancora Paperino e Ugo Fantozzi.

Buona Disruption a tutti!

Febbraio 2016

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