The Knick. L'Eroina e la Finanza - Evoluzione Investimenti

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HO SCRITTO QUESTO BLOG PRIMA DELL’INTERVENTO DI DRAGHI. RILEGGENDOLO, HO DECISO DI NON CAMBIARLO DI UNA VIRGOLA…

Non sono particolarmente appassionato di serie televisive.

O vengo rapito dalle primissime immagini di una casuale visione della prima puntata, o una serie, ha per me necessità di fedeltà televisiva troppo impegnativa.

Nel caso di THE KNICK però, ha saputo catturarmi fin dalle prime immagini.

Per chi non la conosce, la serie TV in questione, narra le vicissitudini di un medico interpretato da Clive Owen, che opera e ricerca presso il Knickerbocker, un ospedale attivo agli inizi del ‘900 nel quartiere di Harlem, a New York.

Il medico è geniale nella ricerca di nuovi protocolli di intervento e nell’invenzione di moderni macchinari, anche grazie all’avvento dell’elettricità nelle sale operatorie. Peccato che il suo desiderio di ricerca ed innovazione lo porti a lavorare incessantemente senza concedersi riposo. E la forza di vivere in questa maniera il medico la trova nella cocaina.  Passa il tempo e i sintomi della dipendenza non si fanno attendere. Il medico diventa paranoico, inaffidabile e incapace di lavorare. Sul finale di stagione della serie, tra mille colpi di scena, viene affidato ad un istituto che si occupa di disintossicazione. Il collega che lo accoglie lo tranquillizza. Grazie ad un medicinale di recentissima scoperta, i dipendenti da cocaina si liberano in poco tempo. L’ultima inquadratura sfuma sul protagonista e fotogramma dopo fotogramma, mette a fuoco il boccettino del miracoloso medicinale.

L’etichetta porta una dicitura.

HEROIN.

Bene. Se vi ho incuriosito caso mai non conosceste la serie, sappiate che è in onda la seconda stagione che, ahimé, non ha saputo catturare la mia attenzione quanto la prima.

Ma il paragone è presto fatto ed è lì, facile facile da cogliere.

Per anni abbiamo goduto degli effetti della cocaina sui mercati.

Le banche centrali, vere e proprie protagoniste delle scene di questo ultimo quinquennio, hanno guidato le politiche economiche di intere nazioni. Alzi la mano chi si ricorda una tale ingerenza, negli anni precedenti alla crisi del 2008, dei governatori della FED, della Banca Centrale Europea, della Bank of Japan e della Bank of China nelle scelte dei loro omologhi alla guida di nazioni e continenti. Chi ha guidato le banche centrali in questi anni, è stato sempre più spesso visto come àncora di salvezza a decisioni politiche che non arrivavano (vedi Europa) o ha lavorato a stretto contatto con i capi di stato, per uscire dal guano di una crisi inarrestabile (vedi Stati Uniti e Giappone).

Da notare poi come più il momento economico era difficile, più i Draghi di turno venivano chiamati in causa con le loro bacchette magiche.

D’altronde è normale. I mercati chiedono soluzioni e i governatori cominciano a drogarli. Poi aumentano le dosi, nella speranza che reagiscano. Poi passano all’eroina….

Ci troviamo davanti ad un mare di problemi e gli stupefacenti, hanno ormai effetti molto limitati.

Bene. Cerchiamo di focalizzare quali sono i problemi, quali le eventuali conseguenze e quali le possibili soluzioni.

DEBITO.

E’ un problema per molti paesi. E’, in questo momento, un problema di difficile soluzione perché l’inflazione (assente)non ci aiuta a erodere il debito. L’inflazione è praticamente assente nei paesi  che trainano l’economia mondiale. Le banche centrali stanno in tutti i modi cercando di creare inflazione, senza riuscirci.

Domanda. Perché non ci riescono?

Risposta.

  1. La risposta è più di una. Forse però abbiamo un problema (mondiale) di concentrazione della ricchezza, sempre più esasperato. Come possiamo creare inflazione e crescita, iniettando liquidità in un sistema che non accoglie questa liquidità come sperato? Abbiamo bisogno che la ricchezza raggiunga più persone per creare inflazione. Certo… ci vorrebbero delle sane riforme… più volte invocate dal nostro Draghi. E qui mi fermo.
  2. Non scordiamoci poi che nel caso di Giappone e Italia, paesi in forte odore di hair cut (rinegoziazione dei titoli di stato), abbiamo grossi problemi demografici. Siamo paesi vecchi, sempre più vecchi. Provocazione: il Giappone dovrebbe forse prendere in considerazione di farsi carico delle migrazioni che l’Europa non riesce a gestire. Si ritroverebbe in casa un popolo di CONSUMATORI…
  3. Manca la crescita in molti paesi e in altri, considerando l’eroina iniettata, non è poi gran che. Come possiamo pensare di diminuire lo stock del debito senza la crescita? Stampiamo debito per pagare gli interessi sul debito. Il punto 3 si ricollega al punto 1 e al punto 2.

 

BANCHE.

Mi spaventa il fatto che quando parlo con le persone delle banche, ci sia nel modo di vederle, un atteggiamento simile a quando si parla dei politici. Le persone generalmente mi dicono: “quando le banche dicono una cosa, allora io penso il contrario…”. Oppure….”non so più a cosa credere, non mi fido più…”. In altre ancora resiste invece la fiducia in questa istituzione fino a qualche anno fa, considerata intoccabile. Si tratta sempre di definizioni molto superficiali, colte anche da persone professionalmente e culturalmente preparate. Le banche sono aziende e recentemente abbiamo scoperto che… falliscono! Manca certamente uniformità e correttezza nella comunicazione al cittadino. Leggerete di gruppi di rilevanza internazionale che hanno indici di solidità inferiori a quelli di banchette territoriali, la cui unica vera certezza è il fatto di poter nascondere le proprie magagne sotto a un tappeto. La BCE non vigila su di loro e mi chiedo come possa Banca d’Italia permettere questo tipo di comunicazione. Poi tra qualche anno, davanti all’eventuale fallimento di uno di questi pesci piccoli, ci stracceremo le vesti e ci domanderemo come potessero aver pubblicizzato CET (alias indici di solidità) pari a 16%…17%… quando i più grossi gruppi italiani stazionano tra l’11% e il 13%…evidentemente le dichiarazioni di insolvenza di Banca Marche e Banca Etruria, non ci ha insegnato niente.

Prevedo tempi bui per le banche, se non provvederanno rapidamente a concentrazioni sane e a scollegarsi da logiche di signorotti territoriali e di politici invadenti. La permanenza a lungo termine dei tassi negativi, non farà bene ai bilanci. I crediti deteriorati sono una scure che ancora pende sulla testa e l’incetta di titoli di stato, in caso di hair cut, potrebbe essere il colpo finale a un sistema che si sta rivelando pieno di lati oscuri.

Insomma abbiamo un sistema, quello del debito su cui basiamo la nostra crescita, che si sta rivelando autodistruttivo e all’interno di questo sistema, abbiamo un altro sistema, quello bancario nazionale, che arranca e mostra evidenti segnali di cedimento.

Giappone e Italia sono sicuramente in odore di rinegoziazione dei propri titoli di stato, non ci sono molte alternative, mi pare. La Cina ha una situazione a dir poco delicata, ma credo che il suo potenziale di crescita interna, la possa portare fuori dalla palude.

Alcuni paesi hanno un sistema bancario vacillante a causa dei crediti deteriorati: Portogallo e Italia su tutti. Per di più il sistema bancario italiano è colmo proprio di titoli di stato in bilancio, tranne rari casi.

Se i risparmiatori non smetteranno di pensare che tutto passerà, perchè qualcuno metterà una pezza, rischiano di trovarsi di fronte ad amare sorprese. Pensare ad una unione europea politica reale che ci possa traghettare fuori dalle secche, è in questo momento una visione: chi si metterebbe insieme ad un cumulo di debiti e di inefficienze come noi, la Spagna, il Portogallo, la Grecia…?

Cari risparmiatori, il mondo va rivisto. Molto meno debito, molto più investimento in innovazione, molto meno consumo e spreco, molto più rinnovabile. Qualche volta ci dimentichiamo che ogni anno ci mangiamo quanto il nostro pianeta produce in un anno e mezzo, senza che al banchetto partecipi gran parte della Cina, pressocché tutta l’India, l’intera Africa…insomma noi europei e gli americani, ci magnamo tutto e anche più.

Si parla già in giro della necessità di spostare le attività finanziarie nei paesi emergenti, poiché saranno gli unici a crescere e ad avere dei tassi e dei rendimenti accettabili. Sostanzialmente… li faremo crescere noi a forza, perchè vogliamo continuare a magnare tanto quanto prima…e inevitabilmente i partecipanti al banchetto saranno sempre più numerosi.

Beh scusate ma… dopo la cocaina e l’eroina, resta ben poco, se non un lungo e doloroso periodo di disintossicazione, che ci costringerà a capire che non è questo tipo di consumo la strada giusta.

Non c’è alternativa? Si certo che c’è: una bella guerra o qualcosa di simile… e allora ci sarà spazio per consumare ancora per altri cinquant’anni. Che felicità!

Va bene. Perdonate se sono uscito fuori tema.

Tenete sempre i muscoli addominali tirati, il pugno farà meno male. Chiedete consulto per i vostri risparmi al Dott. EvoluzioneInvestimenti. Telefonatemi, scrivetemi, contattatemi. Ho sempre con me il blocco delle ricette e ve ne prescrivo una che vi aiuti a passare sereni (per modo di dire), questo bel periodo che ci aspetta.

Attenzione….diffidate di chi continua ad aumentarvi le dosi di stupefacente…

EVOLUZIONE INVESTIMENTI

Marzo 2016